#01 – Gli ebrei, dopo l’Olocausto, hanno subito il complesso vittima/carnefice – FALSO!

Gaza7

 Il sionismo emerse verso la fine del 1880 nell’Europa centrale e orientale come movimento di risveglio nazionale, stimolato dalla crescente pressione sugli ebrei di quelle regioni ad assimilarsi totalmente o a rischiare una continua persecuzione (benché, come sappiamo, nemmeno un’assimilazione completa li salvò dall’annientamento nel caso della Germania nazista). All’inizio del XX secolo, la maggior parte dei leader del movimento sionista associava questo risveglio nazionale con la colonizzazione della Palestina. Altri, in particolare il fondatore del movimento, Theodor Herzl, erano più ambivalenti, ma dopo la sua morte, nel 1904, l’orientamento verso la Palestina fu definitivo e consensuale.

 Eretz Israel, la denominazione della Palestina nella religione ebraica, era stata venerata nel corso dei secoli da generazioni di ebrei come un luogo di pellegrinaggio religioso, mai come un futuro Stato laico. La tradizione e la religione ebraica istruiscono chiaramente gli ebrei ad aspettare la venuta del Messia promesso alla “fine dei tempi”, prima di poter tornare a Eretz Israel da popolo sovrano in una teocrazia ebraica, ovvero da obbedienti servi di Dio (ragione per cui oggi varie correnti di ebrei ultraortodossi sono nonsioniste o antisioniste). In altre parole, sionismo secolarizzato ed ebraismo nazionalizzato. Per portare a compimento il loro progetto, gli ideologi sionisti rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da “stranieri” e si doveva riprenderne possesso. “Stranieri” significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra “occupata” neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra “vuota”: i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla “redenzione” nazionale della terra ambita dal movimento sionista.

 Fino all’occupazione della Palestina da parte della Gran Bretagna nel 1918, il sionismo era una miscela di ideologia nazionalista e di pratica colonialista. Il suo ambito era limitato: i sionisti non costituivano a quell’epoca più del cinque per cento della popolazione complessiva del paese. Vivendo in colonie, non influivano sulla popolazione locale che quasi non li notava neppure. La possibilità da parte degli ebrei di impadronirsi in futuro del paese ed espellere il popolo palestinese nativo, idea che a posteriori gli storici hanno riconosciuto con tanta chiarezza negli scritti dei padri fondatori del sionismo, divenne evidente ad alcuni leader palestinesi anche prima della prima guerra mondiale; altri erano meno interessati al movimento.

 Appena finì la seconda guerra mondiale, la leadership ebraica in Palestina si impegnò in una campagna per buttar fuori gli inglesi dal paese. Nel frattempo continuavano a mettere a punto i loro piani per la popolazione palestinese, il 75 per cento del paese. Le figure sioniste eminenti non rendevano pubbliche le proprie idee, ma le affidavano solo ai colleghi più stretti o ai loro diari. Uno di loro, Yossef Weitz, scriveva nel 1940: “è nostro diritto trasferire gli arabi” e “gli arabi devono andarsene!”. Lo stesso Ben Gurion, in una lettera al figlio nel 1937, espresse la convinzione che questa era l’unica linea di azione lasciata al sionismo: “Gli arabi dovranno andarsene”, ma occorre il momento opportuno per farlo, per esempio una guerra. Il momento opportuno giunse nel 1948. Ben Gurion è per molti aspetti il fondatore dello Stato d’Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...