Cartesio, Discorso sul metodo

Scritto da: Lucia Senesi

“Avendo invece imparato, fin dai tempi del collegio, che non si può immaginare nulla di tanto strano e incredibile che non sia stato sostenuto da qualche filosofo, avendo inoltre compreso durante i miei viaggi che non tutti coloro che provano sentimenti contrari ai nostri sono, per questo, barbari o selvaggi, ma anzi che molti di loro sono altrettanto, se non più, ragionevoli di noi, e avendo osservato quanto uno stesso individuo, provvisto della stessa intelligenza, allevato in mezzo a francesi o tedeschi, diventi un uomo diverso da quello che sarebbe stato se avesse sempre vissuto in mezzo a cinesi o cannibali, e come perfino a proposito della foggia dei nostri abiti ciò che ci piaceva dieci anni fa, e che magari ci piacerà di nuovo tra altri dieci, ci appaia oggi stravagante e ridicolo – per cui sono il costume e l’esempio che ci convincono più di qualsivoglia conoscenza certa, benché il consenso della maggioranza sia una prova che non vale nulla per quanto riguarda le verità un po’ più difficili da scoprire, poiché è assai più verosimile che sia stato un solo uomo a trovarle che un’intera nazione -, io non potevo dunque scegliere nessuno le cui opinioni mi sembrassero preferibili a quelle degli altri, e fui quasi costretto a tentare di dirigermi da me.”

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