Scrittori che non hanno tempo per amare

Testo di: Lucia Senesi

 

“Questo animale che chiamiamo Amore, per il più suole assalire colui ch’ha poco da pensare e manco da fare.” Così Giordano Bruno nel Candelaio.

Scriveva invece Lohenstein “Io creatura terrena e trastullo della mortalità”; e questi due autori mi aiutano ad introdurre il tema di oggi.

Ne avevo già parlato in riferimento a Le Rane di Mo Yan; dopo aver letto Sorgo Rosso quella mia sensazione si è fortificata: ci sono scrittori che non hanno tempo per amare. Sembrerà spietato, però è così. E noi che, come insegna Benjamin, non dovremmo in nessun caso esprimere giudizi morali di gusto, ci limitiamo a osservare.

Ne Le Rane il protagonista non aveva tempo per piangere la moglie morta; in Sorgo Rosso, durante un cruento scontro con l’esercito giapponese, Yu Zhan’ao esorta il figlio a combattere e a non curarsi della madre (e dunque di sua moglie) che è appena stata uccisa.

Avevo già parlato di Louis Ferdinand Céline e sempre lì torno. Céline, che è uno scrittore di cui spero di poter dire di avere una buona padronanza senza risultare per questo presuntuosa, in una bella intervista in cui gli domandano se crede nell’amore, risponde così: ” – Se si prende la vita come una cosa molto divertente, eh beh, allora largo all’amore! E a tutta la sua volgarità. Ma, per esempio, io sono… io non amo ciò che è comune, no, ciò che è volgare. Voglio dire che una prigione è una cosa che si distingue perché la persona ci soffre, no… mentre la dolce vita di Neuilly è una cosa molto volgare perché la persona là si diverte. E’ questa la condizione umana. – ”

Voilà! Com’è che avevo scritto l’altra volta? Ah già: star male per amore è un passatempo per ricchi borghesi! Contenti, adesso?

Nel suo Voyage au bout de la nuit (Viaggio al termine della notte) Céline scrive: “L’amore è l’infinito abbassato al livello dei barboncini, e ci ho la mia dignità, io!”

 Céline

E se pensate che sia finita qui, vi sbagliate di grosso.

“Lei conosceva solo quel trucco lì, il suo ‘ti amo’. Come se fosse stato la risposta a tutto. (…) Per lei, bisognava amare qualcuno nella vita e non c’era modo di uscirne. Era la sua fissa l’amore. (…) Ma dài che non muori! La rassicuravo io. T’ho preso niente tanto per cominciare! Non t’ho nemmeno fatto un bambino andiamo! Rifletti! T’ho nemmeno attaccato delle malattie! No? Allora? Voglio solo andarmene, ecco tutto! (…) Ci tornava ogni sera alla sua follia amorosa. In fin dei conti, ha comunque voluto che lasciassimo la grotta in gestione alla madre, a condizione che partissimo tutti e due a cercare un lavoro a Parigi… Sempre insieme! … Pensa che bel numero! Lei era pronta ad accettare qualsiasi cosa, salvo che io me ne vada da solo da una parte e lei dall’altra… Per questo niente da fare…”

Giuro che su questa cosa dell’ironia, studiata e sottile, ci torneremo; così, tanto per dire che non è vero che in Céline non c’è nulla di Proust… almeno secondo me.

 “Ma non è più di te che di un altro che me ne frego… Non prenderlo come un insulto guarda! … Sei gentile in fondo tu… Ma non ho più voglia che qualcuno mi ami… Mi fa schifo! (…) L’amore specialmente!… Il tuo e quello degli altri… I trucchi sentimentali che vuoi fare, vuoi che ti dica cosa mi sembrano a me? Mi sembra come far l’amore nei cessi! Mi capisci te adesso? (…) Ti basta ripetere tutto quello che sputano gli altri… Quello lo trovi normale… Ti basta perché gli altri ti hanno raccontato che non c’era di meglio dell’amore e che quello funzionava con tutti quanti e sempre!… Eh be’ io lo mando affanculo l’amore di tutti quanti!… Mi capisci? Attacca più con me figlia mia!… la loro schifezza d’amore… Caschi male!… Arrivi troppo tardi! Attacca più, ecco tutto!… Ci tieni lo stesso tu a far l’amore in mezzo a tutto quello che succede?… A tutto quello che si vede?… O invece è che non vedi niente?… Io credo proprio che tu te ne sbatti!… Fai la sentimentale mentre sei una bestia che non ce n’è un’altra… Ti vuoi sbafare della carne marcia? Con la tua salsa tenerezza?… Ti va giù allora?… A me no!… Se senti niente tanto meglio per te! E’ che hai il naso tappato! Bisogna essere quei degenerati che siete tutti perché non vi faccia schifo… Vuoi sapere quello che c’è tra me e te?…

Eh be’ tra te e me, c’è tutta la vita… Ti basta mica alle volte?”

Scusate ma oggi non riesco a dire altro. Sono esausta.

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