“L’Imperatore di Roma” e “Amore tossico” tra Neorealismo e Art brut

Testo di: Daniele Cardinali

-Professore! Professore!-. Due accattoni psicopatici e tossicomani bevono una bottiglia di vino in riva al Tevere; l’alcool alimenta discorsi privi di senso e ragionamenti alogici, affari loschi per comprare un appartamento a Torre Maura (“ma che fatichi a fà per abitare nella periferia più degradata della Capitale?!?”). La bottiglia finisce nel fiume: “mandiamo un messaggio al mondo.

 L'imperatore_di_Roma

“L’imperatore di Roma” è il tentativo pasoliniano di Nico D’Alessandria di fornire un’impietosa descrizione di una città eterna ai più sconosciuta, malata, desolata, vissuta, che paga caro i suoi vizi, che…”Roma d’agosto non è un bel posto”.

L’Urbe del dietro le quinte è quella estiva, quella che vede Gerardo Sperandini (interprete di sè stesso) imperatore di una città decadente senza impero, tempo e dignità. Il protagonista, tossicodipendente e schizofrenico, in funzione di rovina umana è lo specchio di una Roma sempre più frammentata e incomprensibile.

Alle borgate desertiche ancora in fase di costruzione si alternano rioni e quartieri centrali, diversissimi eppure vicini nella cornice di disperazione estiva: li accomuna l’omogeneità dei sudditi romani dell’Imperatore, piccolo borghesi ma con un forte senso di romanità (di evidente radice rugantiniana).

Senza alcuna distinzione si alternano il giorno e la notte di Sperandini, antieroe estremizzato che, avendo ripudiato ogni schema e convinzione si riduce a vivere come uno dei tanti gatti che popolano le rovine imperiali della Capitale.

“L’imperatore di Roma” rappresenta l’ennesima rinascita del neorealismo italiano, questa volta ambientato nei tardi anni ’80.

“Amore tossico”, più volte premiato tra Valencia e Venezia, è un film di Claudio Caligari del 1983. Girato tra Ostia e Centocelle, autentici luoghi di ritrovo per lo spaccio di stupefacenti negli anni ’80 a Roma, il film viene interpretato (per particolarità neorealista) da ragazzi tossicodipendenti o che comunque erano stati salvati dalla spirale dell’eroina (nota evidente da una recitazione spesso elementare).

Amore_tossico

Ispirato in maniera più leggera al neorealismo pasoliniano rispetto a “L’imperatore di Roma” (la tematica del disagio sociale è incentrata in particolar modo sulla dipendenza da eroina), ambienta il suo finale drammatico davanti alla tomba del poeta, scrittore, regista e giornalista ucciso all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975.

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