Manifestar – Pasolini

Scritto da: Lucia Senesi

 

Manifestar (appunti)

 

Manifestar significar per verba non si poria

ma per urli sì

e anche per striscioni; o canzoni;

 

Sono venuti a rifare il mondo

e, manifestando, se ne dichiarano all’altezza

La forza è nella virilità, come una volta

Ma la gentilezza è perduta

 

Qualunque cosa si manifesti

altro non viene manifestato che la forza

sia pure la forza dei destinati alla sconfitta (1)

 

Tutto ciò che non si può significar per parole

non è che pura e semplice forza –

Ma quanta innocenza nel non sapere questo!

Quanto bisogna essere giovani per crederlo!

 

Poiché la libertà è incompatibile con l’uomo

e l’uomo in realtà non la vuole, intuendo che non è per lui,

quanti obblighi io mi sono inventato invecchiando

per non essere libero!

Va bene, ma i più ingenui, i più inesperti, i più semplici,

i più giovani, di tali obblighi se ne inventano ancor di più,

anzi, venendo al mondo, la prima cosa che fanno è adattarsi a questo;

trionfalmente;

facendo credere a se stessi e agli altri

che si tratta di obblighi necessari a una nuova libertà.

La realtà è che un ragazzo sceso qui dal nulla, e del tutto nuovo, lui,

fa subito in modo di difendersi contro la vera libertà (2)

E soprattutto un ragazzo che conosce e accetta i doveri;

ed egli manifesta la forza della sua accettazione,

meravigliosa adulazione del mondo.

 

Rinasce sempre, attraverso l’obbedienza, la grazia

e può darsi, può darsi…

Obbedire ai doveri della rivoluzione! Manifestando!

 

Per quanto fitta sia la trama dei doveri di un anziano

qualcosa in essa si è lacerato

e io infatti intravedo l’intollerabile faccia della libertà;

non avendo più grazia e forza

ho cercato allora di difendermi sorridendo, come appunto

i vecchi, che la sanno lunga –

Ma la libertà è più forte: sia pure per poco

essa vuole essere vissuta –

 

È un valore che distrugge ogni altro valore

perché ogni valore non è che una difesa

eretta contro di lei;

 

e i valori, appunto, sono sentiti specialmente dai semplici;

dai giovani

(solo in essi, appunto, l’obbedienza è grazia);

 

è sulle loro schiere che contano i Capi per andare avanti,

sulle loro pulite, innocenti schiere –

Semplicità e gioventù, forme della natura,

è in voi che la libertà è rinnegata

 

attraverso una serie infinita di doveri,

puliti, innocenti doveri, a cui, manifestando

si grida con aria minacciosa obbedienza,

ché i semplici e i giovani son forti (3)

e non sanno ancora di non poter tollerare la libertà.

 

Pier Paolo Pasolini, 19 aprile 1970 (Aprile dolce dormire)

 

(1) Di qui, lo speciale, commovente trionfalismo.

(2) Che, forse, al nulla lo ricondurrebbe?

(3) Anche se non sono che minoranze, sia pur numerose.

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