Discorso sull’Ideologia, cap. II – Lectio Magistralis di Oriana Fallaci

Post di: Lucia Senesi

“ ”Questa è l’epoca degli ismi: comunismo, capitalismo, marxismo, storicismo, progressismo, socialismo, deviazionismo, corporativismo, sindacalismo, fascismo: e nessuno s’accorge che ogni ismo fa rima con fanatismo. Questa è l’epoca degli anti: anticomunista, anticapitalista, antimarxista, antistoricista, antiprogressista, antisocialista, antideviazionista, anticorporativista, antisindacalista, antifascista: e nessuno s’accorge che ogni ista fa rima con fascista. Nessuno dice che il vero fascismo consiste nell’essere anti per principio, per bizza, cioè nel negare a priori che in ogni corrente di pensiero vi sia qualcosa di giusto o qualcosa da usare per cercare il giusto. È ad incasellarsi nel dogma, nella cieca certezza d’aver conquistato la verità in assoluto, sia essa il dogma della verginità di Maria o il dogma della dittatura del proletariato o il dogma dell’Ordine e Legge, che si perde il senso anzi il significato della libertà: unico concetto inappellabile e indiscutibile. Tant‘è vero che la parola libertà non ha sinonimi, ha solo estensioni o aggettivi: libertà individuale, collettiva, personale, morale, fisica, naturale, religiosa, politica, civile, commerciale, giuridica, sociale, artistica, di espressione, di opinione, di culto, di stampa, di sciopero, di parola, di fede, di coscienza. Al limite essa è l’unico ismo cioè l’unico fanatismo ammissibile: perché senza di essa un uomo non è un uomo e il pensiero non è pensiero.”

Oriana5

  “Bravo!” “Ti piace? Ti piace veramente? Allora senti quest’altra perché quest’altra è più importante, parla della destra e della sinistra, degli intellettuali di merda che con la loro falsa sinistra mi hanno proprio rotto i coglioni.” (…)

“Molti intellettuali credono che essere intellettuali significhi enunciare ideologie, o elaborarle, manipolarle, e poi sposarle per interpretare la vita secondo formule e verità assolute. Questo senza curarsi della realtà, dell’uomo, di loro stessi, cioè senza voler ammettere che essi stessi non sono fatti solo di cervello: hanno anche un cuore o qualcosa che assomiglia a un cuore, e un intestino e uno sfintere, quindi sentimenti e bisogni estranei all’intelligenza, non controllabili dall’intelligenza. Questi intellettuali non sono intelligenti, sono stupidi, e in ultima analisi non sono nemmeno intellettuali ma sacerdoti di una ideologia. Con l’ottusità dei sacerdoti non riconoscono che, una volta sposati all’ideologia, e peggio ancora se sposati all’ideologia con un matrimonio che esclude l’adulterio e il divorzio, non si è più liberi di pensare. Perché si piega tutto a quella soluzione, si giudica tutto secondo quegli schemi: da una parte l’inferno e dall’altra il paradiso, da una parte il lecito e dall’altra l’illecito. Ergo, per fare i coerenti costoro diventano incoerenti anzi disonesti. Prendi l’intellettuale di sinistra, l’intellettuale che oggi va di moda, o meglio l’intellettuale che segue la moda per comodità o per paura o per mancanza di fantasia: egli sarà sempre pronto a condannare le dittature di destra, bontà sua, però mai o quasi mai le dittature di sinistra. Le prime le disseziona, le studia, le combatte coi libri e coi manifesti; le seconde le tace o le scagiona o al massimo le critica con imbarazzo e con timidezza. In certi casi addirittura ricorrendo a Machiavelli: il fine-giustifica-i-mezzi. Quale fine? Quello di una società concepita su principii astratti, calcoli matematici, due più due fa quattro, tesi e antitesi uguale sintesi, e cioè senza tener conto che nella matematica moderna due più due non fa necessariamente quattro, magari fa trentasei, o senza tener conto che nella filosofia più avanzata la tesi e l’antitesi sono la medesima cosa, che la materia e l’antimateria sono due aspetti dell’identica realtà? È grazie ai loro calcoli, cioè al lugubre fanatismo delle ideologie, all’illusione anzi alla presunzione che il Buono e il Bello stiano da una parte sola, che un genocidio o un assassinio o un abuso sono considerati illegittimi se avvengono a destra e diventano legittimi o almeno giustificabili se avvengono a sinistra. Conclusione, il grande malanno del nostro tempo si chiama ideologia e i portatori del suo contagio sono gli intellettuali stupidi. (…) Oggi i padroni del nostro cervello, i teologi della sinistra, non fanno che ripetere gli errori di quei maestri: togli all’asta della bandiera la croce, mettici la falce e il martello, e vedrai che rimane la stessa cosa: un cencio che sventola i soliti privilegi, le solite ambizioni, i soliti imbrogli.” “

Oriana Fallaci, Un uomo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...