Droni che vedono quel che vuole l’operatore – Israele

Scritto da: Lucia Senesi

Quando vedo e leggo di questi coraggiosi/e uomini e donne israeliani/e, che resistono e si ribellano all’indecente società di cui fanno parte, mi dico che, forse, per l’umanità c’è ancora un’ultima speranza.

Articolo impeccabile quello di Amira Hass su Internazionale. Com’è, dice la Hass, che i droni di cui siamo in possesso riescono a distinguere la marca di un fucile, ma non un bambino che gioca sulla spiaggia?

 

amirahass

 

” (…) Nazione, esercito, governo e mezzi d’informazione: avete occhi e orecchie, eppure non vedete e non sentite. Continuate a sperare che il sangue palestinese già versato e quello che ancora deve scorrere basteranno a riportare la calma e la cara vecchia occupazione. Rifiutate di usare le vostre competenze per fermarvi in tempo, prima che si verifichi un disastro ancora più grave. Lo avete già fatto l’ultima volta, e la volta prima.

Certo che siete molto competenti, quando volete. Gli uomini di Hamas emersi dal tunnel del kibbutz Nir Am erano vestiti come soldati israeliani. Amos Harel, di Ha’aretz, scrive che all’inizio gli ufficiali al comando non erano sicuri che si trattasse di terroristi e non di soldati. “Alla fine, grazie a una fotografia aerea scattata da un drone, si è scoperto che erano uomini di Hamas”. “Avevano i Kalashnikov, che non sono in dotazione all’esercito israeliano”.

Dunque le foto scattate dai droni possono essere molto precise, quando l’operatore vuole. Possono stabilire se su una spiaggia o su un tetto ci sono dei bambini (che nemmeno gli acrobatici giuristi del ministero della giustizia e dell’esercito possono considerare un bersaglio giustificabile). Il drone può stabilire se una squadra di salvataggio è arrivata sul posto per portare via i feriti. Può fornire le prove che le famiglie stanno lasciando le loro case. Tutto questo può essere mostrato in una fotografia scattata da un drone a una risoluzione così alta che gli operatori responsabili dello sgancio delle bombe non avrebbero motivo di premere il pulsante “uccidi” sulle loro tastiere. Ma per qualche strano motivo l’occhio di un drone, capace di distinguere la marca di un fucile, non può dire se quella figura è un bambino, una donna o un’anziana. Si limita ad assegnare una sentenza di morte a tutti.

“L’israelianità” attuale somiglia a quel drone. Sceglie una vista offuscata. Si aggrappa con le unghie alla vita bella e confortevole di una nazione padrona, e non vuole che i sottoposti interferiscano.”

 

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