Quale guerra?

Testo di: Lucia Senesi

Negare la pulizia etnica della Palestina, popolazione che rappresentava l’80/90% del territorio e che ora è ridotta all’osso, dire che ognuno ha le sue ragioni, è semplicemente assurdo. I crimini che sono stati commessi in Palestina da parte dei sionisti sono gli stessi che sono stati condannati come CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ in ex Iugoslavia; negare questo, addirittura schierarsi contro l’istituzione di una commissione che verifichi la cosa, a mio avviso, è un atto di terrorismo esso stesso.

 

palestinesi

 

 

Gli israeliani stanno portando avanti una politica nazionalista e razzista, hanno ghettizzato un popolo, gli hanno imposto un embargo inumano, praticano il roof knocking così i loro avvocati che hanno studiato in occidente possono giustificarsi con la scusa degli scudi umani, posseggono droni che possono distinguere la marca di un fucile ma non, guarda un po’!, la figura di un bambino, di una donna o di un anziano. Da una parte ci sono oltre 1000 morti, dall’altra 42, di cui 2 sono civili. Scusate se a me non sembra una guerra ma un genocidio, anzi una “soluzione finale”, come la definirono i sionisti stessi agli albori.

Trovargli ancora l’attenuante dell’Olocausto, che comunque è anche inesatta dal punto di vista storico perché l’intenzione di eliminare i palestinesi dalla loro terra era già stata pensata prima della prima guerra mondiale, è anche questo assurdo. Evitare, parlo di noi occidentali, di ammettere che alla fine il disastro più grande lo abbiamo fatto noi, che gli inglesi insegnavano agli ebrei come fare le spedizioni punitive nei villaggi arabi, che la prima Risoluzione proposta dall’ONU era semplicemente ridicola, che gli ebrei comunque non l’hanno rispettata dal giorno seguente e che tutti li hanno lasciati fare, che lo stato di Israele è stato creato perché così il resto del mondo poteva alleggerirsi la coscienza rispetto alla Shoah fregandosene grandemente del disastro annunciato che avrebbe prodotto, è addirittura indecente. La verità è che ormai noi tutti abbiamo sviluppato un’insensibilità verso le morti; verso tutte le morti. Se quei bambini fossero stati figli nostri, quegli uomini nostri mariti, quelle donne nostre sorelle, quei padri e quelle madri nostri padri e nostre madri, allora la verità è che tutti noi avremmo fatto come Hamas: ci saremmo ribellati. Ma siccome siamo occidentali, siamo civili e rispettabili e ci teniamo tanto a mantenere la nostra parvenza di equilibrio e buone maniere, allora diciamo che non è così. E tutti allegri tiriamo fuori le bandiere della pace, che fanno tanto bravi ragazzi.

 

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