Gli altruisti – Adorno

Scritto da: Lucia Senesi

 

Who is who.

 “La lusinghiera convinzione dell’ingenuità e purezza dell’artista e dello studioso sopravvive nella sua inclinazione a spiegare le difficoltà con la furberia e l’interesse, con lo spirito pratico e calcolatore dei contraenti. Ma ogni costruzione in cui si dà ragione a sé e torto al mondo, ogni richiamo al proprio merito, tende – nello stesso tempo – a dare ragione proprio al mondo: e questo vale anche per l’antitesi di volontà pura ed astuzia.

Quanto mai riflesso, guidato da mille considerazioni politiche e tattiche, prudente e sospettoso, è, oggi, proprio il contegno dell’outsider intellettuale, che sa benissimo cosa ci si deve aspettare. Mentre i conniventi, il cui regno si è esteso da tempo, oltre i confini del partito, alla vita intera, non hanno più bisogno del calcolo di cui erano ritenuti capaci. Essi seguono così fiduciosamente le regole del gioco razionale, i loro interessi economici si sono depositati con tanta naturalezza nel loro pensiero, da farli ridiventare innocui. Chi attribuisce loro piani tenebrosi, enuncia una verità metafisica, poiché essi sono affini al tenebroso corso del mondo, ma una falsità psicologica: e si lascia prendere dalla mania di persecuzione obiettivamente crescente.

Vedono i frutti staccarsi per loro, vivono alla giornata, e si raccomandano nello stesso tempo come non egoisti e come sottoscrittori di uno stato di cose che di per sé non li farà mai mancare di nulla. Poiché tutti si abbandonano, senza conflitto, al solo interesse particolare, quest’ultimo appare, a sua volta, come universale e, per così dire, disinteressato. I loro gesti sono franchi, spontanei, disarmanti. Sono persone amabili, e cattivi sono i loro oppositori. Poiché manca loro persino l’indipendenza necessaria per un’azione contraria all’interesse, possono far assegnamento sulla buona volontà degli altri ed essere a loro volta pieni di buona volontà.

L’assolutamente mediato, l’interesse astratto, crea una seconda immediatezza, mentre chi non è ancora del tutto preso nel sistema si compromette come innaturale. Per non finire sotto le ruote, deve superare, punto per punto, il mondo in mondanità, e si lascia facilmente convincere di maldestro eccesso.

Non può sfuggire all’accusa di diffidenza, avidità di potere, mancanza di socievolezza, falsità, vanità e inconseguenza. L’incantesimo sociale fa inevitabilmente, di chi non partecipa al gioco, un egoista, mentre chi vive – senza autonomia – secondo il principio di realtà, passa per altruista.”

 

Theodor W. Adorno, Minima moralia

 

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