Il materialismo nella dialettica uomo-donna

Scritto da: Lucia Senesi

 

” Nel mondo dell’insensatezza e della licenziosità, che promuove ogni sorta di sperimentazioni che restano sterili dal punto di vista della verità e del bene di cui ci è offerta esperienza, solo il successo viene preso in considerazione, il sapere come imporre agli altri delle funzioni che tornano convenienti a noi stessi.

L’insensatezza e la licenziosità, esprimendo il materialismo nel senso che tutti gli esseri non sono che la materia di cui uno può fare ciò che vuole, innescano il conflitto all’interno delle relazioni umane, sottomettendole alla legge della “sopravvivenza del più forte”.

(…) Quando una donna cerca di difendersi dalla mascolinità materialistica dell’uomo (“maschilismo”) in un modo mascolino, incarna un tipo di femminismo che la distrugge completamente. Non si può combattere il maschilismo con un femminismo “mascolinizzante”. Per “maschilismo” si intende qualcosa di più del dominio dell’uomo sulla donna. Si indica la sottomissione dell’uomo, sia maschio che femmina, alla forza mascolina del cogito cartesiano o, se si vuole, della ratio. Proprio per questa ragione un femminismo che riduce la diversità tra l’uomo e la donna a un conflitto di funzioni non è altro che uno dei tanti germogli del materialismo, in grado di rendere la donna, ancor più dell’uomo, un mero oggetto di calcolo.

I cuori dell’uomo e della donna che rivolgono attenzione alle congetture del cogito piuttosto che alla propria virilità o femminilità divengono duri. Una malattia che il Vangelo chiama sklerokardia, durezza dei cuori (cfr Mt 19,8). Essa è caratterizzata dal “sentimentalismo” cinico e crudele, che nessuno sa perché sia chiamato amore.

Il maschilismo e la sua variante femminista rifiutano la comunione tra l’uomo e la donna, quindi il loro amore, e al suo posto promuovono una iuxtapositio di funzioni. E a seguito di ogni giustapposizione si mette in gioco l’equilibrio di potere, che può essere facilmente sovvertito. Ecco perché ci sono così tanti divorzi e famiglie distrutte: si erano costruite unioni fondate sull’equilibrio sentimentale degli interessi personali. Con riferimento a Sant’Agostino, tali famiglie sono una conseguenza dell’ “amabam amare“, dell’ “ho amato soltanto l’atto di amare”, che combacia perfettamente con la iuxtapositio dei ruoli maschili e femminili.

(…) Solo i grandi poeti sembrano capaci di vedere dove “la diritta via” conduca al di là della “selva oscura” della sua solitudine sentimentale e desolata. Non è il cogito a indicargli la giusta rotta. Dante è guidato fuori dall’inferno da Virgilio, inviato da Beatrice; Margherita vince la battaglia ingaggiata con Mefistofele per l’anima di Faust, in virtù della sua preghiera e del suo fervente amore più forte persino della morte. In Delitto e Castigo di Dostoevskij è l’amore di Sonja a trarre in salvo Raskolnikov. ”

Stanislaw Grygiel, Dolce guida e cara

 

” Si è tentato in vari modi di rendere accessibile alla comprensione di ciascuno la smisurata grandezza dell’universo, e toltone motivo a considerazioni edificanti, come per avventura quella intorno alla relativa piccolezza della terra, ed anche dell’uomo; poi d’altra parte – in contrasto con la prima – quella intorno alla grandezza dello spirito in quest’uomo così piccolo, che può avvertire e comprendere, anzi misurare, l’immenso mondo. Benissimo! Per me intanto, nel misurar l’incommensurabilità del mondo, è questo il principale: che l’essenza in sé, della quale il mondo è fenomeno – sia essa quel che le piace – non può certo aver così spezzato e disperso il suo vero essere nello spazio infinito; questa infinita estensione appartiene unicamente al suo fenomeno, mentr’essa è presente in ciascun essere vivente, tutta intera e indivisa. Non si perde quindi nulla, quando ci si ferma ad un solo individuo; né la vera sapienza s’acquista col misurare a fondo lo sconfinato universo, o col trasvolar di persona – il che sarebbe ancor più atto al proposito – lo spazio infinito. Ma s’acquista bensì indagando bene addentro un qualsivoglia singolo, cercando di comprenderne appieno la vera e propria essenza. ”

Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, Libro secondo

 

” Una mia amica di Londra mi ha spiegato un giorno come fanno le ragazze europee a cercare marito e, da quel che ho compreso, è una fatica terribile, spesso anche sciocca. Per farsi notare dagli uomini, dice, le ragazze fingono sempre di essere meglio di quello che sono e, quando gli uomini le hanno notate, continuano a fingere per farsi sposare. Infine, si sposano. Ma allora si stancano di recitare, la verità salta fuori e il matrimonio si rompe. Succede davvero così?” “Press’a poco” risposi. “Anzi, spesso. Però non sempre riescono a farsi sposare.” “Davvero?” Dissero in coro. “E allora cosa succede?” “Nulla” dissi. “Ricominciano daccapo con un altro.” ”

Oriana Fallaci, Il sesso inutile

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...