San Giovanni Battista – Caravaggio v/s Andrea del Sarto v/s Leonardo

Testo di: Lucia Senesi

 

Faccio outing: sono innamorata del San Giovanni Battista di Caravaggio. Naturalmente, lo dico in senso artistico. Come potrei dire, per capirsi, sono innamorata di Isabelle Huppert. E il bello è che nel mio amore non c’è nulla di intellettivo, perché se mi chiedete qual è il dipinto di Caravaggio che preferisco, io vi rispondo Narciso, e vi spiego anche tutti le mie motivazione più o meno intellettive. Invece per il San Giovanni Battista non ho motivazione alcuna, però lo vedo ovunque e se qualcuno mi parla di Caravaggio, dico subito: ah, ma devi andare assolutamente a Galleria Corsini e vedere il suo Giovanni Battista! Scriveva Proust: “Anche le donne che pretendono di giudicare un uomo solo in base al suo fisico, vedono in quel fisico l’emanazione di una vita speciale.” Io non so quale vita speciale ci veda, da che tipo di emanazione sia stata soggiogata, ma quest’è.

 

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Caravaggio, San Giovanni Battista, olio su tela, 1604 c.a., Galleria Corsini, Roma

 

L’altro giorno ho accompagnato la mia amica Valentina, che è venuta a trovarmi ad Arezzo, perché io sono aretina, a casa di Giorgio Vasari. Non ci tornavo da un po’, cioè da un bel po’. Tipo anni. Sì lo so, sono pessima, non so neanche più che c’è a casa mia e pretendo di parlare di cosa c’è fuori?!? Scandalo. Ma a parte ciò… in casa di Vasari mi sono trovata di fronte al San Giovanni Battista di Andrea del Sarto, che in realtà è una copia perché l’originale è a Firenze (anche la mia foto è pessima, lo so), e il paragone con Caravaggio è stato impossibile non farlo. Cioè è impossibile pensare che Caravaggio non lo abbia visto, secondo me. Quel busto nudo che prova ad uscire dall’ombra, e il mantello rosso (che in realtà è tipico di tutti i Battista) portato così. La luce di Caravaggio è chiaramente un’altra; ma la strada era già segnata. L’opera di Andrea del Sarto guardava già al futuro. Eppure c’è quel dito alla Leonardo che indica in alto.

 

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Andrea del Sarto, San Giovanni Battista, (copia), olio su tavola, seconda metà del XVI secolo, Polo Museale di Firenze

 

Ma hai visto il Battista di Leonardo?, mi ha chiesto Valentina. No, non l’avevo visto. Ed effettivamente non si può dire che non ci sia una linea di continuità. Anche se Leonardo ha il suo marchio di proprietà, che sono i corpi morbidi e quei volti enigmatici, che ti chiedi sempre a cosa alludano, ti chiedi sempre che sesso abbiano. E così.

 

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Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista, olio su tavola di noce, 1508-1513, Musée du Louvre, Parigi

 

Un tempo l’arte era fatta di contaminazione. Passato e presente erano due tempi che lavoravano insieme per guardare al futuro. Gli artisti costruivano sul lavoro degli altri. Per dirla come Jordi Ballò, edificavano sulle morti altrui. Forse il ruolo dell’artista è nient’altro che questo, ed ho come il sospetto che mi piaccia.

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