I personaggi femminili di Dostoevskij

Scritto da: Lucia Senesi

 

Stavo sfogliando L’idiota di Dostoevskij (prossimamente capirete perché), che ho letto intorno ai ventidue anni. E, rileggendo quel che avevo sottolineato, pensavo: ma guarda te, questo, che personaggi femminili costruiva nel 1800! E poi i giovani, gli avanguardisti, i rivoluzionari saremmo noi! Sì, certo.

 

” Non arrabbiarti. E’ una ragazza dispotica, pazza e viziata; se ama qualcuno di sicuro lo insulterà pubblicamente e gli riderà in faccia; anch’io ero così. Soltanto, per favore, non cantar vittoria, caro, non è per te; rifiuto di crederci, questo non avverrà mai! (…)

Lei ha bisogno di avere per zimbello uno come te, non ne aveva visti da un pezzo, ecco perché ti scrive! E io sono contenta! E’ quel che ti meriti. E lei lo sa fare, oh, come lo sa fare! (…)

E’ in tutto e per tutto come me, è il mio ritratto sotto tutti gli aspetti – diceva tra sé Lizaveta Prokòf’evna – un piccolo demonio capriccioso e cattivo! E’ una nichilista, una stravagante, una scervellata, e cattiva, cattiva, cattiva! Oh Signore Iddio, come sarà infelice! ”

 

E poi è bellissimo, che diverse pagine dopo, scrive sul Principe Myskin (il martire che si è dovuto subire il suddetto monologo):

” Si era sforzato di non pensare a lei in quegli ultimi tempi… dunque amava quella donna o la odiava? ”

 

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