Sull’egoismo – Sandro Pertini

Scritto da: Lucia Senesi

 

Sto per darvi una notizia che sconvolgerà tutti i vostri equilibri mentali: Pertini prima di sposare la tanto nota Carla aveva una fidanzata, Matilde. Ecco cosa le scriveva (dacché si capisce come mai i suoi scrittori preferiti fossero Leopardi e Dostoevskij):

 

“Reclusorio di Pianosa, 27 – XI – 1932

Mia Mati, finalmente posso scriverti. Ho atteso molto questa concessione. La tua parola, però, mi è sempre giunta, naturalmente con il solito ritardo.

In questi giorni ho pensato tanto a te ad alla mia mamma, più del solito, ché intuisco l’amara delusione che avrete sofferta. Non rattristarti, mia Mati, se nulla godo dell’ultima amnistia. Non penso a me, agli anni di carcere, che ancora mi rimangono, a te penso, Mati. Accetterei sofferenze e rinunzie più penose di quelle che ho patito e che patisco, pur di saperti contenta, staccata da questo mio destino, che io solo dovrei sopportare. Nessun diritto ho di farti soffrire tanto, in una così lunga attesa; l’amore non dà questo diritto, ché gli uomini bramano definire “amore” anche i loro sentimenti più egoistici.

Lo so, tu non vuoi sentir parlare di questo, ma oggi mi è impossibile tacerti quello che è stato sempre il mio pensiero più tormentoso. Sarei un incosciente, oltre che egoista, se guardando soltanto a quanto soffro io, dimenticassi le tue sofferenze, la tua vita della mia ben più triste. Sicuro, Mati, io non soffro quanto soffri tu e la mia vita è meno melanconica di quella che sei costretta a vivere tu. Io ho trovato da tempo una alta ragione alle rinunzie, cui sono forzato; da quando mi gettai nella lotta, con tanto ardore, previdi la mia presente sorte e vi pensai spesso con animo pronto e con un sentimento d’orgoglio. Tu no, mia Mati; altro sogno, più lieto, più dolce portavi nel tuo cuore, quando ti chiesi di unirti a me, per la vita.

Ascoltami, piccola, non adirarti. Sono qui solo nella mia cella, solo con te e vorrei che tu sapessi intendere ogni mia parola, ch’è dettata da un solo vivo desiderio, quello di liberarti d’ogni pena e di renderti più lieta e più luminosa la tua vita. Mati, quasi otto anni di carcere mi rimangono ancora! Sono lunghi, sai, per chi, come te, deve attendere rinunciando a tutte le gioie che la vita offre; ed il nostro domani è incerto, ancora pieno di sacrifici si presenta il mio spirito. E non posso, mia Mati, dimenticare la mia fede, per il nostro amore. Ecco il mio egoismo. Alla mia fede, che le sofferenze di questi ultimi anni in me hanno resa più profonda, non posso rinunziare, anteponendo il nostro amore. Tutto sento di poter sacrificare ad essa. Devo dirti questo, ché mi pare così di render più lieve il rimorso che sento per tutte le sofferenze che per causa mia sei costretta a patire. Questa mia lettera, da te tanto attesa, ti renderà triste: ma cerca di comprendere, Mati.

Non soffro, dunque, per me e poi ero preparato a tutto. Quante seccature ti do, mia Mati! Perdonami.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...