Veramente? – Proust psicologo

Scritto da: Lucia Senesi

 

Natale è il periodo migliore per iniziare a leggere la Recherche, ve l’ho già detto, vero? Che volete: repetita iuvant.

 

” Che non amassi minimamente Albertine, lo sapevo di certo. L’amore, forse, non è che la propagazione di quei moti vorticosi che, in seguito a un’emozione, sconvolgono l’anima. Alcuni avevano sconvolto interamente la mia, quando, a Balbec, Albertine mi aveva parlato di Madamoiselle Vinteuil, ma ora erano cessati. Non amavo più Albertine perché non mi restava più niente della sofferenza che avevo provato sul treno, a Balbec, venendo a sapere qual era stata la sua adolescenza, magari con qualche visita a Montjouvain. Troppo a lungo ci avevo pensato; adesso ne ero guarito. Ma, a momenti, certe espressioni nel parlare di Albertine, mi facevano supporre, non so perché, che dovesse aver ricevuto nella sua vita, ancora così breve, molti complimenti, molte dichiarazioni, e li avesse ricevuti con piacere, vale a dire con sensualità.

Così, per esempio, a proposito di una cosa qualunque che le si dicesse, rispondeva: “Veramente? Davvero?”. Certo, se avesse detto come un’Odette: “Questa grossa bugia è proprio vera?”, non mi sarei inquietato perché la ridicolaggine stessa dell’espressione la si sarebbe potuta spiegare con l’insulsaggine femminile. Ma la sua aria interrogativa: “Veramente?”, dava, da un lato, la strana impressione di una creatura che non sa rendersi conto da sola delle cose, che si rifà alla vostra testimonianza, come se non avesse le vostre stesse facoltà (le si diceva, per esempio: “Un’ora fa siamo partiti”, oppure: “Piove”, e lei: “Veramente?”).

D’altra parte, disgraziatamente, questa difficoltà a rendersi conto da sola dei fenomeni esterni non doveva essere la vera origine di quei “Veramente? E’ proprio vero?”. Sembrava piuttosto che queste parole fossero state, fin dalla sua precoce pubertà, delle risposte a certe frasi del tipo: “Non ho mai incontrato una ragazza carina come voi”, “Ho un grande amore per voi e sono in un terribile stato di eccitazione!” Affermazioni alle quali rispondevano con una modestia consenziente e civettuola quei: “Veramente? Davvero?” che adesso con me non servivano più ad Albertine se non per rispondere con una domanda a una affermazione del genere: “Avete dormito più di un’ora”, “Davvero?” ”

Marcel Proust, La prigioniera

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...