La caduta dei sogni – Proust

Scritto da: Lucia Senesi

 

“Forse il termine amore è esagerato, ma il piacere un po’ radicato nella carne aiuta il lavoro letterario perché elimina tutti gli altri piaceri, il piacere della compagnia, per esempio, e gli altri che sono gli stessi per tutti. E anche se questo amore reca delusioni, almeno sommuove la superficie dell’anima che, altrimenti, rischierebbe di diventare stagnante. Il desiderio, dunque, non è inutile per lo scrittore, innanzi tutto perché lo allontana dagli altri uomini e dal rischio di conformarsi a essi, poi per ridar movimento a una macchina spirituale che, passata una certa età, tende a immobilizzarsi.

Non si arriva fino a essere felici, ma si possono fare delle considerazioni sulle ragioni che ci impediscono di esserlo e che, senza questi improvvisi spiragli provocati dalla delusione, ci sarebbero rimaste invisibili. I sogni, lo sappiamo, non sono realizzabili; forse, senza il desiderio non ne faremmo nemmeno, ed è invece utile farne per vederli cadere affinché la loro caduta ci sia di insegnamento.”

Marcel Proust, La prigioniera

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