Quelli che (fra le altre cose) piangono sui film balordi – J. D. Salinger

Scritto da: Lucia Senesi

 

Ogni primo gennaio va ricordato Salinger, pochi discorsi.

 

” – Di’ un po’, Sally – dissi. –
Cosa? – disse lei. Stava guardando una ragazza dall’altra parte della sala.
– Ti succede mai di averne fin sopra i capelli? – dissi. – Voglio dire, ti succede mai d’avere paura che tutto vada a finire in modo schifo se non fai qualcosa? Voglio dire, ti piace la scuola e tutte quelle buffonate?
– È una barba tremenda.
– Voglio dire, la odi? Lo so che è una barba tremenda, ma la odi, voglio dire?
– Be’, non è proprio che la odio. Uno deve sempre…
– Be’, io la odio. Ragazzi, se la odio – dissi. – Ma non è solo questo. È tutto. Odio vivere a New York e via discorrendo. I tassì, e gli autobus di Madison Avenue, con i conducenti e compagnia bella che ti urlano sempre di scendere dietro, e essere presentato a dei palloni gonfiati che chiamano angeli i Lunt, e andare su e giù con gli ascensori ogni volta che vuoi mettere il naso fuori di casa, e quegli scocciatori sempre lì da Brooks, e la gente che non fa altro…
– Non gridare, per piacere, – disse la vecchia Sally. Il che era buffo, perché non stavo gridando per niente.
– Prendi le macchine, – dissi. Lo dissi a voce bassissima.
– Prendi la maggior parte della gente, hanno il pallino delle macchine. Sudano freddo per un graffio alla carrozzeria, e non la finiscono più di raccontarti quanti chilometri fanno con un litro, e se prendono un nuovo modello già pensano di cambiarlo con un altro ancora più nuovo. A me non mi piacciono nemmeno le macchine vecchie, figurati. Voglio dire, non mi interessano nemmeno. Preferirei avere un maledetto cavallo. Almeno un cavallo è umano, Dio Santo. Almeno un cavallo puoi…
– Non so nemmeno di che cosa stai parlando, – disse la vecchia Sally.
– Dovresti andare in un collegio maschile, una volta. Provaci, una volta – dissi.– È pieno di palloni gonfiati, e non fai altro che studiare, così impari quanto basta per essere furbo quanto basta per poterti comprare un giorno o l’altro una maledetta Cadillac, e devi continuare a far la commedia che ti strappi i capelli se la squadra di rugby perde, e tutto il giorno non fai che parlare di ragazze e di liquori e di sesso, e tutti fanno lega tra loro in quelle piccole sporche maledette cricche. Quelli della squadra di pallacanestro fanno lega tra loro, i cattolici fanno lega tra loro, i maledetti intellettuali fanno lega tra loro, quelli che giocano a bridge fanno lega tra loro. Fanno lega perfino quelli che appartengono a quel dannato Club del Libro del Mese!
Se cerchi di fare un discorso intell…
– Be’, sta a sentire, – disse la vecchia Sally. – C’è un mucchio di ragazzi che nella scuola trovano molto più di questo.
– Eccome! È proprio così, per certi. Ma io non ne cavo fuori altro. Vedi? Ecco il mio guaio. Proprio questo è il mio maledettissimo guaio, – dissi. – Non mi riesce di cavar fuori niente da niente. Sono fatto molto male. Sono fatto in modo schifo.
– Senza dubbio.
Allora, tutt’a un tratto, mi venne quell’idea.
– Sta’ a sentire, – dissi. – Ho avuto un’idea. Che ne diresti di tagliare la corda? Ho avuto un’idea. Conosco quel tale del Greenwich Village che può prestarci la macchina per un paio di settimane. Andavamo alla stessa scuola e mi deve ancora dieci dollari. Possiamo fare così, domattina ce ne andiamo nel Massachusetts e nel Vermont e tutto lì intorno, capisci? È bellissimo, laggiù, una meraviglia –.
Non stavo più nella pelle dall’entusiasmo via via che ci pensavo, così allungai un po’ il braccio e strinsi la stramaledetta mano della vecchia Sally. Che dannato cretino! – Senza scherzi – dissi. – Ho circa centottanta dollari in banca. Posso ritirarli domattina appena apre, e poi vado a prendere la macchina di quel tale. Senza scherzi. Andremo a stare in quei campeggi di casette di legno o un posto così finché non restiamo a corto di soldi. Poi, quando restiamo a corto, posso trovarmi un lavoro in qualche posto e possiamo vivere in qualche posto con un ruscello e tutto quanto, e dopo possiamo sposarci eccetera eccetera. Posso spaccare tutta la legna che ci occorre d’inverno eccetera eccetera. Parola d’onore, ci divertiremmo in un modo fantastico! Che ne dici? Forza! Che ne dici? Vieni via con me? Te ne prego!
– Non si possono fare certe cose – disse la vecchia Sally. Sembrava arrabbiatissima.
– Perché no? Perché diavolo non si può?
– Smettila di gridare, per piacere – disse la vecchia Sally.
Il che era una cretinata, perché non stavo gridando per niente.
– Perché non si può? Perché?
– Perché non si può, ecco tutto. Tanto per cominciare, siamo praticamente due bambini. E poi, ti sei fermato un momento a considerare che cosa faresti se non trovassi un lavoro quando resti a corto di soldi? Moriremmo di fame. Tutta questa storia è così assurda che non è nemmeno…
– Non è assurda. Un lavoro lo trovo. Non ti preoccupare di questo. Non devi preoccupartene. Che ti piglia? Non vuoi venire con me? Dillo, se non vuoi.
– Non è questo. Non è affatto questo – disse la vecchia Sally.
Stavo cominciando a odiarla, in certo qual modo.
– Avremo un sacco di tempo per fare queste cose, tutte queste cose. Voglio dire, dopo che sarai andato all’università eccetera eccetera, e se ci sposeremo eccetera eccetera. Ci saranno un sacco di posti meravigliosi dove andare. Tu sei soltanto…
– Neanche per sogno. Non ci sarebbero un sacco di posti meravigliosi dove andare eccetera eccetera. Sarebbe tutta un’altra cosa – dissi.
Stavo ricominciando a sentirmi depresso da morire.
– Cosa? – disse lei. – Non ti sento. Un po’ strilli e un po’…
– Ho detto di no, che non ci sarebbero posti meravigliosi dove andare dopo che avrò fatto l’università e tutto quanto. Sturati le orecchie. Sarebbe tutta un’altra cosa. Dovremmo telefonare alla gente e salutarla e mandare cartoline dagli alberghi e via discorrendo. E io avrei un impegno, farei un sacco di soldi, andrei in ufficio col tassì e con l’autobus della Madison Avenue e leggerei i giornali e giocherei a bridge tutto il tempo e andrei al cinema a vedere un sacco di cortometraggi e di prossimamente e di cinegiornali. I cinegiornali. Cristo onnipotente. C’è sempre qualche idiotissima corsa di cavalli, qualche gran dama che spacca una bottiglia su una nave e uno scimpanzé in pantaloni su una dannata bicicletta. Non sarebbe proprio la stessa cosa. Non capisci proprio quello che voglio dire.
– Può darsi! Ma può darsi che non lo capisci nemmeno tu – disse la vecchia Sally.
A quel punto ci odiavamo a morte. Si vedeva lontano un miglio che il tentativo di fare un discorso intelligente era del tutto sprecato. Rimpiangevo con tutta l’anima d’averlo cominciato.
Se proprio volete saperlo, non so nemmeno perché avessi cominciato tutta quella storia. Voglio dire, di andarcene in qualche posto, nel Massachusetts e nel Vermont e compagnia bella. È probabile che non ce l’avrei portata nemmeno se fosse voluta venire. Non era proprio il tipo di ragazza che uno si porta dietro. La cosa terribile, però, è che quando gliel’avevo chiesto dicevo sul serio. Questa è la cosa terribile. Giuro davanti a Dio che sono matto.

Finito quel numero di Natale, cominciò lo stramaledetto film: Era talmente schifo che non riuscivo a staccarne gli occhi. Parlava di quell’inglese, Alec vattelappesca, che ha fatto la guerra e in ospedale perde la memoria e via discorrendo. In realtà è un duca, ma lui non lo sa. Poi incontra quella ragazza carina e tanto alla buona che prende l’autobus. Il suo dannato cappellino vola via e lui lo acchiappa, e poi tutti e due vanno sull’imperiale, si siedono e si mettono a parlare di Charles Dickens. E’ il loro autore preferito e via discorrendo. Lui se ne va in giro con una copia di Oliver Twist sotto il braccio, e lei pure. Ancora un pò e vomitavo.
Una cosa mi colpì, e fu una signora seduta vicino a me che pianse durante tutto quel dannato film. Più balordo diventava e più lei piangeva.
Avreste potuto pensare che piangeva perché aveva il cuore tenero come il burro, ma io le stavo seduto vicino e non era vero niente.
Con lei c’era un ragazzino che si annoiava a morte e aveva bisogno di andare al gabinetto, e mica ce l’ha voluto portare. Continuava a dirgli di star fermo e di fare il bravo.
Quella aveva il cuore tenero suppergiù come un lupo, accidenti.
Prendete la gente che si consuma gli stramaledetti occhi a forza di piangere per le cretinate balorde dei film, e nove volte su dieci in fondo in fondo sono degli schifosi bastardi. Senza scherzi. “

J.D.Salinger, Il giovane Holden

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