La tipicità umana – Proust e Döblin

Scritto da: Lucia Senesi

 

Uomini e donne sono più simili di quanto ci piacerebbe credere.

 

“Ma anche tenendo conto della menzogna, era incredibile a che punto la sua vita (di Albertine, N.d.R.) fosse mutevole e fuggevoli i suoi più grandi desideri. Era pazza di una persona e dopo tre giorni non avrebbe più voluto riceverla. Non poteva aspettare un’ora che le facessi acquistare tele e colori perché voleva rimettersi a dipingere, e per due giorni si spazientiva, aveva quasi le lacrime agli occhi, ben presto asciugate, come un bambino cui sia stata tolta la balia. E questa sua instabilità dei sentimenti, riguardo agli esseri, alle cose, alle occupazioni, alle arti, ai paesi era talmente universale che se Albertine ha amato il denaro, cosa che non credo, non l’ha potuto amare più a lungo di tutto il resto.”

Marcel Proust, La prigioniera

 

“Tu lo sai come stanno le cose, che mi stufo subito delle donne. Ecco qua: passate quattro settimane è finita. Il perché non lo so. Non ne voglio più sapere. E prima sono come matto, dovresti vedermi, matto addirittura, da mettermi dentro, tanto sono matto. E poi più niente, deve andarsene, non la posso più vedere, la riempirei di soldi pur di non vederla più.”

Alfred Döblin, Berlin Alexanderplatz

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