La tenacia della formica (ai giovani) – Franco Fortini

Scritto da: Lucia Senesi

 

“Perché andare a dire quel che non ci viene chiesto? Debbono essere i giovani a chiedere, a cercare chi può rispondere, a domandare sempre di più, a federarsi, a controllare; altrimenti meritano di essere lasciati affogare nella panna delle proprie spiegazioni organizzate. Debbono arrivare a sentire intollerabile la loro miseria e la loro ignoranza. Debbono chiedere aiuto. Al passato; alla storia; ai libri dei morti. Debbono morire al presente. Finché non capiranno che chiunque altrimenti li lusinga è il loro nemico, non meritano che di distrarsi a Bologna e di leggersi a vicenda le loro caritatevoli poesie di bambini cresciuti. Avranno, tutt’al più il destino dei loro genitori. Che i giovani si separino, invece. Li invito ad una dissidenza meno vistosa di quella del ’68 ma più spietata e intransigente. A una clandestinità; che nulla abbia con quella terroristica. A una segretezza; che nulla abbia della P2. Una congiura in piena luce che non perdoni nessuno e non renda facondo il disprezzo; e che, con tenacia da formica, ripensi e rifondi le ragioni di una democrazia, proponendosi un “fino in fondo” che implica la più radicale condanna, quella dell’oblio, per chi li avrà ingannati.”

Franco Fortini, Per una congiura in piena luce

 

Fortini

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