Il passo paziente del montanaro – Pietro Nenni

Scritto da: Lucia Senesi

 

“Noi abbiamo bisogno di tornare alla semplicità dell’essere e del dire, alla coscienza dei limiti del nostro destino, al gusto delle cose modeste, ben fatte, all’armonia del pensiero con l’azione. Noi abbiamo bisogno di radicalmente guarirci dai due estremi della superstizione dello Stato e della adorazione dell’ “io” demiurgico. Noi dobbiamo uccidere in noi quel sensualismo di potenza che con Crispi prima, con Mussolini poi ci ha tratti sulle orme dell’impero e ci ha lasciati con le ossa rotte e la bocca amara, avendo dissipato in pochi anni il lavoro di decenni. Noi dobbiamo ritrovare la fiducia in noi stessi, nella nostra virtù di operai di contadini di intellettuali che fanno ciò che dicono e dicono ciò che fanno – e questa fiducia non la ritroveremo per la taumaturgia di un verbo che scende dall’alto, ma stimolando le energie dal basso e favorendo tutte le esperienze di autogoverno, dalla fabbrica al comune alla scuola ai pubblici uffici.
La via è certamente lunga e accidentata, ma occorrerà percorrerla fino in fondo, senza bersaglieresche penne al vento, ma col passo paziente del montanaro”.

Pietro Nenni – “Avanti!”, 5-6 giugno 1944

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