Ep.#05 – Charles Swann e Odette de Crécy

Proust#05

“E tuttavia caro Charles Swann, che ho conosciuto così poco quando ero ancora così giovane e voi già vicino alla tomba, se oggi si ricomincia a parlare di voi, e forse per questo vivrete, è perché colui che probabilmente consideravate alla stregua di un piccolo imbecille, ha fatto di voi l’eroe di un suo romanzo.”

La prigioniera

Così Proust rivolgendosi, ad un certo punto, direttamente al personaggio di Swann. Swann critico d’arte, Swann uomo colto, Swann paladino degli amori infelici. E’ così che il primo volume della Recherche si concentra su questo personaggio per instradare il lettore in quell’ottica degli amori malati tanto cara a Proust. Ma leggiamo subito cosa dice Swann del suo amore per Odette de Crécy, la donna che poi sposerà e che darà alla luce Gilberte, il primo grande amore di Marcel.

“E pensare che ho buttato via degli anni, che ho desiderato morire, che il mio più grande amore l’ho avuto per una donna che non mi piaceva, che non era il mio genere!”

Dalla parte di Swann

Infatti Odette era una mantenuta e non aveva lontanamente né le caratteristiche fisiche, né tanto meno quelle intellettuali che Swann aveva sempre ricercato in una donna; tanto che Swann pronuncia una frase molto divertente su cui gioca la vignetta di questa settimana.

“Gran Dio! Ascoltare Wagner per quindici giorni con lei che di Wagner gliene importa quanto a un pesce di una mela; figurarsi che allegria!”

Dalla parte di Swann

Ed era proprio così e tutte le persone dei salotti importanti che Swann frequentava lo deridevano per questo, considerando Odette come un essere inferiore e volgare.

“ ”Trovo ridicolo in fondo che un uomo della sua intelligenza soffra per una persona di quel genere che non è neanche interessante, dicono che sia anche stupida” aggiunse con quella saggezza delle persone non innamorate che pensano che un uomo di spirito dovrebbe soffrire solo per una persona di cui ne valga la pena; il che sarebbe quasi come stupirsi che ci si degni di soffrire di colera per un’entità così piccola come il bacillo virgola.”

Dalla parte di Swann

E in più Odette era un essere molteplice e sfuggente; e mentiva, mentiva, mentiva. Questo era il dolore maggiore per Swann, che finì per dedicare le sue giornate e nottate a controllare gli spostamenti e le frequentazioni della sua amata.

“La verità che amava era quella che gli avrebbe detto Odette; ma lui stesso, per ottenere questa verità, non esitava a ricorrere alla menzogna, la menzogna che non finiva di dipingere a Odette come la strada che conduce alla degradazione ogni creatura umana. Insomma, mentiva come e quanto Odette, perché, pur essendo più infelice di lei, non era però meno egoista.”

Dalla parte di Swann

 

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