Ep.#02 – Proust e il bacio della buona notte

Proust#2

“Ma quando, come per me, (l’angoscia, N.d.R.) entra in noi prima che l’amore abbia fatto la sua comparsa nella nostra vita, essa fluttua nell’attesa, vaga e libera, senza una precisa destinazione, al servizio un giorno di un sentimento, l’indomani di un altro, della tenerezza filiale o dell’amicizia per un compagno.”

Dalla parte di Swann

 

Come abbiamo detto nella prima puntata, secondo Proust, quello che succede durante l’infanzia in qualche modo influenza e veicola il primo amore e quelli successivi. Ma la vera domanda è: cos’è successo nella sua infanzia di così tanto incisivo? Vediamo un po’…

“Già uomo in quanto a viltà facevo quello che facciamo tutti da adulti quando ci troviamo davanti alle sofferenze e alle ingiustizie: non volevo vederle. (…) La mia sola consolazione, quando salivo a coricarmi, era che la mamma venisse a darmi un bacio quando sarei stato a letto. “

Dalla parte di Swann

 

Il trauma del nostro caro Marcel consisteva nel dover andare a letto mentre genitori e parenti restavano serenamente al piano di sotto a discorrere in compagnia dei loro ospiti, tra cui annoveriamo il famoso critico d’arte Swann, di cui parleremo meglio più avanti. E a Marcel non restava che aspettare il saluto della mamma che però durava così poco che era per lui un momento doloroso.

“Così arrivavo ad augurarmi che quel saluto che amavo tanto giungesse il più tardi possibile affinché divenisse più lungo l’intervallo di tempo durante il quale la mamma non era ancora venuta. (…) Quel bacio prezioso e fragile che la mamma mi affidava di solito quando ero già a letto al momento di addormentarmi, bisognava trasportarlo dalla sala da pranzo in camera mia e custodirlo per tutto il tempo in cui mi svestivo, senza che la sua dolcezza si frantumasse.”

Dalla parte di Swann

A causa di questo momento di angoscia e attesa, Marcel manifesta in lui volontà contrastanti: da una parte è pronto ad escogitare modi per convincere la madre a tornare da lui, dall’altra si sente triste al pensiero di vedere il volto di lei contrariato. La prossima settimana vedremo allora come quel che succede nell’infanzia non ci influenzi soltanto riguardo ai sentimenti amorosi, ma anche per quel che concerne la nostra intera personalità.

“Sono passati molti anni da quel momento. La parete della scala dove vidi salire il riverbero della bugia non esiste più da un pezzo. Anche in me molte cose che credevo dovessero durare sempre sono state distrutte, altre hanno preso il loro posto dando origine a nuove sofferenze e a nuove gioie che allora non avrei potuto prevedere, così come le antiche mi sono divenute difficili da capire. Da molto tempo anche mio padre ha smesso di poter dire alla mamma: ‘Vai con il ragazzino.’ La possibilità di momenti simili non rinascerà mai per me.”

Dalla parte di Swann

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